martedì 26 aprile 2011
LIFE IN MUSIC
martedì 19 aprile 2011
Plenilunio (Claudio Baglioni)
Ma che cielo c'è questa notte?! Un vaso gigante di vetro lavanda tramato di glicine e tortora opalescente stupore dell'universo. Nessun suono vibrato nell'aria. Solo indistinto rumore di fondo. Respiro piano a bocca aperta ed è l'unico vento che sento. Fiuto il tempo che passa senza contarlo.
Mi riposo i perché.
Anche gli alberi si prendono un po' di quiete stanno buoni ben pettinati prima di mettersi a nanna.
Io però non andrei mai a dormire. Come se mi perdessi qualcosa. Quasi che succedesse di più quando è notte che non nella lunga durata del giorno. E mi gratto indolente la schiena puntando lo sguardo sul gomito.
Come un mirinospostandolo a destra e a sinistra giù in basso e poi su.
Un collega d'insonnia, un gabbiano plana immobile e vago sopra un mare di tetti.
Forse ha fatto più tardi forse è l'ultima corsa come quella di un taxi che svanisce in un soffio al contrario. Non c'è buio stanotte.
Neanche un'ombra o una tenebra a increspare la pelle a inventare paure. Il soffitto si è aperto in un largo astronomico come quello del cinematografo di tanti anni fa tra il primo e il secondo tempo. Tutto appare più chiaro del nero. Moonligth Serenade.
Si lo so che è la luna a far questo ma io resto girato così e non la guardo.
Provo un pallido caldo sul collo e mi piace tenerla alle spalle come un seguipersona puntato sul mondo.
Stamattina mi sono alzato con un pensiero fisso: spegnere con l'interruttore gli apparecchi di casa, quelli lasciati per ore, giorni, mesi con la lucetta rossa dello stand by. Che spreco dicevo a denti serrati. Se tutti smorzassimo almeno queste spie del benessere chissà che risparmio... Rispondevo a me stesso: forse non tanto ciascuno, però tutti insieme... Abbiamo più telecomandi che amici.
Allora è vero che i telecomandi si vedono nel momento del bisogno!
Mi ricordo come se fosse ora quando il primo di questi arnesi fece il suo trionfale ingresso in casa dei miei ch'era pure la mia. Un affare argentato grande come una scatola di biscotti legato al televisore con un cavo ombelicale arrotolato su sé così che non si riuscì mai a domarlo e restò sempre a coda di porco. Al centro un tasto uno solo con su scritto Acceso (di sopra) Spento (di sotto).
Se arrivava qualcuno un parente un amico mio padre si sedeva in poltrona afferrava misterioso l'oggetto misterioso anche lui e via: accendi e spegni più volte davanti allo sguardo sorpreso e ammirato degli ospiti.
Così quella diavoleria tecnologica prese il potere su di noi e il sopravvento sugli altri congegni precedenti al suo avvento.
Finirono nel dimenticatoio delle attenzioni il carrello ultramoderno lo stabilizzatore di corrente la lampada verde per non farsi male alla vista una piccola antenna aggiunta che nessuno seppe mai se servisse davvero. Il telekommander aveva vinto.
La prima vittima fu il maschio capofamiglia. Sentivo che era il 'coso venuto dal negozio' a tenere in pugno papà. E non viceversa. In una lingua algoritmica di onde quadrate incomprensibili non udibili dall'orecchio umano, il telecomando diceva ghignando: que-sto-te-lo-co-man-do-io. A mia madre quando fu abilitata all'uso: te-la-co-man-do-pu-re-le-i. A tutti e tre noi: io-li-te-li-co-man-do. Da allora cominciò e non è mai cessata L'Invasione dei Telecomandi.
E la nuova costellazione di lucine rosse verdi gialle azzurrine per casa.
Ma stanotte è una notte speciale. C'è un che di impalpabile trasparente magia come se avessi potuto con un solo pulsante spegnere tutto e lasciarmi accesi soltanto gli occhi. La mia unica luce è la luna. Mi giro e mi allatta lo sguardo.
Una luna così mica càpita spesso. Dentro il cerchio ci passano baci, abbracci infiniti d'innamorati, cime brune e tempestose di abeti, altalene di ghirlande di fiori, carrozze volanti.
Com'è tonda, perfetta. Un disco lanciato per battere il record galattico, per il sogno più lungo mai fatto. Per un attimo smetto di respirare. E mi tengo tutto ciò che si può dentro il vuoto di me.
Cosa voglio di più? Ho la luna piena e l'anima ubriaca.
(Claudio Baglioni)....................
Bellissima, no other wordsW
venerdì 15 aprile 2011
Life in music seconda puntata, Lunedi 25 aprile ore 21,30
mercoledì 13 aprile 2011
Work in progress....
martedì 5 aprile 2011
Life in Music: la preparazione....
sabato 26 marzo 2011
Questa sera alle 20,30 l'Ora della Terra

Io non so se potrà servire a qualcosa; sicuramente non risolverà niente, almeno momentaneamente ma..... mi piace tantissimo l'idea :-)
giovedì 17 marzo 2011
Prove di tecnologia
Ciao, sto facendo una prova di tecnologia.
Tutto ciò che sto dicendo in questo momento viene trascritto dal mio computer in tempo reale e questa cosa mi sembra assolutamente fantastica.
Ma finiremo di scrivere anche al computer e dimenticheremo quindi completamente come si fa a scrivere sia a mano che su una tastiera?
Io credo che si debba utilizzare la tecnologia in maniera intelligente; ho sempre pensato infatti che sia molto bello scrivere a mano su un foglio e poi portare ciò che abbiamo scritto, direttamente sulla tastiera di un computer.
In questo caso noi possiamo fare una cosa ancora più interessante: possiamo cioè saltare la parte intermedia di questa evoluzione tecnologica; mi spiego meglio: credo sia bellissimo scrivere su un foglio, su un taccuino, su una moleskine, su qualsiasi cosa sulla quale noi possiamo scrivere attraverso la nostra penna, la nostra matita, la nostra biro e poi a quel punto possiamo saltare completamente la parte di digitazione sul computer e parlare al computer il quale avrà il compito di tradurre poi ciò che noi abbiamo letto!
Mi sembra un uso, diciamo così, intelligente di tutta la tecnologia, senza dover abbandonare la parte più umana della comunicazione ovvero la scrittura su un foglio del nostro pensiero.
Tutto qui: devo dire che mi sto divertendo e sto risparmiando molto tempo, anche se, grazie al mio lavoro di pianista, sono avvantaggiato nella digitazione su una tastiera.
Alla prossima (... adesso vado a rileggere per controllare gli eventuali errori :-)
Con l'occasione vi ricordo la prima puntata di Life In Music, che andrà on line in diretta, Domenica 10 aprile alle ore 21,30
mercoledì 16 marzo 2011
L'Ascolto "fisico"
martedì 8 marzo 2011
Auguri a tutte le donne del mondo
Io ne ho avuta
una ch'era un guaio più delle cambiali (Brasil... la la la...)
e piangeva alle feste e rideva ai funerali (fusil...)
marinai (maliarde son...)
questi uomini (le gattoparde...)
e le femmine sono lontani (occhi di spia...)
oceani... (negri e zumbon nella malia della passion...)
Io con una
mi ricordo il primo bacio che le detti (miomao...)
attento a dove il naso va
e lei rimase tutto il tempo a denti stretti (cacao...)
i cow boys
che sparano (là nell'alcova...)
tappi e stesse cazzate e all'occhiello (quanti languor...)
un sedano... (su quel visin finto candor di porcellin...)
Le donne sono qualche cosa
di allegro e 1930
voci a colori pelle di mimosa
ombrosità di ascelle
cuori nella tormenta...
le donne sgambano odorose
ed hanno sogni dentro un frullatore
insolite insolute insalate capricciose
si tolgono i peccati con lo smacchiatore...
Io di un'altra
che fu al buio gridolini e friggi friggi (che pall...)
quando accesi l'abat-jour
le scoprii l'orsetto con i baffi grigi (oval...)
naufraghi (e cellophan...)
su un tavolo (lucido e teso...)
che galleggia nel vino uomo in mare (stringono al sen...)
salvatelo... (quel fior del mal il cui velen ci fu fatal...)
Le donne sono streghe e fate
silenzio di occhi vento di ginestra
tutte le stesse gambe accavallate
bambine di cortile
direttrici d'orchestra...
le donne fanno l'improvviso
e uomo tu non potrai mai sapermi
e sono Eve e uve e male e mele in Paradiso
e noi chi siamo noi
i serpenti o i vermi... (i vermi...)
Le pattinatrici girano nella TV
tagliando un'aria di ghiaccio
saltano su appese a un braccio
e piccoli studiati gesti
e piroette nei costumi celesti
e le melette nelle guance
prendono fiato
e prenderanno un dì marito
e con la stessa grazia
ripiegheranno le ali già...
(o buie baiadere... o belle caballere...)
O belle o brutte
le donne sono proprio tante
e se si potesse farne una sola (o quante figlie madama dorè...)
di tutte
ma anche quella sola no (non c'è...)
e sai che c'è (che c'è...)
che beviamo cantiamo saltiamo...
Alla faccia
alla faccia delle loro belle facce...
alla faccia
alla faccia delle loro belle facce...
alla faccia loro
alla faccia delle loro belle facce...
Bimbe solinghe strambe meringhe
bionde rambe stanghe fiamminghe
gambe ambre penombre lusinghe
lingue iraconde lunghe gioconde
limbi sponde onde profonde
linde fronde lavande ghirlande
bande carambe trombe marimbe
rumbe sambe mambi milonghe
conghe tumbe birimbe birambe
bambi colombe sgombri anaconde
aringhe oranghe dumbe bagonghe
grembi lombi rotonde culandre
ghiande caliende bombe ecatombe
lande tundre giungle feconde
ombre zombi calimbe macumbe
fionde pitonghe sghembe malandre
blande jumbe simbe mocambe
strombe rande nefande valanghe
monde mutande bumbe goganghe
umbre malombre langhe strapiombe
coimbre mustanghe burunde malinde...
danga que romba la coiomba...
aridanga que romba la coiomba...
martedì 1 marzo 2011
LIFE IN MUSIC
News:
lunedì 28 febbraio 2011
Q.P.G.A.

Q.P.G.A.: un acronimo, un po' buffo, forse anche un po' irriverente, visto che porta le iniziali di quella che è stata definita la Canzone del Secolo.
giovedì 17 febbraio 2011
Un piovoso pomeriggio di Febbraio...
...piove e come al solito c'è chi impreca, chi si bagna, chi scivola, chi alza gli occhi al cielo... ma c'è chi trasforma un pomeriggio di pioggia in pura poesia:
Guardo
tra le gocce
rimaste sul vetro
perline souvenir
ricordo di un viaggio
dal cielo alla terra.
Chiudo un occhio
poi l'altro
a prendere la mira
centrandole con lo sguardo.
Ognuna è una lente
con grado e colore diverso.
Dietro il panorama cambia
si gonfia
si storce.
Le cose non sono le stesse...
Le linee dei tetti
le cime degli alberi
l'orizzonte
si muovono a onde
s'incapricciano
si avviluppano
in metamorfosi liquide
di paesaggi fantastici.
Sono chiuso in casa
e dentro me
da un po' di tempo.
Mali di stagione
malie di un momento
e rimedi di sempre.
Un covo, una tana, un riparo.
Coprirsi, proteggersi,
forse nascondersi.
Dal resto, dal fuori,
da ciò che succede.
Tra i fatti di ieri
le storie di oggi
i dubbi di domani
che spesso si assomigliano tanto.
Ora è comparso persino
uno strappo di sole.
Non abbastanza per rischiarare
e neanche chiarire.
Tutto sommato
se ne può fare a meno.
In questo turno di pomeriggio
si va meglio senza.
Talvolta la pioggia all'esterno
è il posto in cui stai più bene
e più al sicuro.
E poi ti basta sbirciare
attraverso le gocce
e nel silenzio del cuore
e muto osservare
il tuo mondo mutato.
Come ti pare.
Serve solo
un po' d'acqua di nuvole.
martedì 15 febbraio 2011
Perchè Sanremo è Sanremo!!! (seconda parte)
Perchè Sanremo è Sanremo !!!
sabato 12 febbraio 2011
Pensieri ad alta voce
"quante cose sono successe questa settimana.... tante, e come sempre alcune belle e altre brutte, anzi bruttissime..... il dramma della comunicazione totale è che ti mette al corrente di tutto quello che succede nel mondo e tu... certe volte ti senti inerme. Si, voglio dire che in certi momenti vorresti partire per andare ad aiutare coloro che hanno subito una ingiustizia, e poi subito dopo leggi qualcos'altro che ti fa talmente incazzare che vorresti partire per far si che le cose possano cambiare e poi... ti guardi allo specchio e ti vedi come sei, ovvero un semplice Don Chischiotte che rischierebbe di combattere contro i mulini a vento (tanti) di questa strana società e allora.... ti fermi e.... ti limiti a fare il tuo lavoro di musicista: piccola cosa rispetto ai problemi del mondo, ma meglio essere coerenti e fare bene il proprio lavoro che imbattersi in qualcosa di più grande...
questa sera sarò a cena con gli Antenati: che bello!!! I miei grandi amici musicisti che dopo 32 anni ho ritrovato e con i quali ancora oggi riesco a passare dei momenti fantastici, parlando di musica e di vita.
E pensare che per tantissimi anni non ci siamo più visti ne incontrati e poi.... come per miracolo, una sera è successo ciò che non era successo per 32 anni: ci siamo rivisti, siamo stati insieme, abbiamo riso e cazzeggiato come ai vecchi tempi ed era come se fossero passati 32 giorni: la musica, la nostra grande unica passione, aveva azzerato quel tempo immenso e in un attimo eravamo di nuovo noi, e solo n oi: GLI ANTENATI
ANTENATI REUNION
...e questo è ciò che succedeva quando gli Antenati suonavano live
ANTENATI LIVE
domenica 6 febbraio 2011
(segue) 1981: ...durante quel concerto accadde una cosa incredibile...

...a metà della scaletta, era prevista l'esecuzione del brano "Con tutto l'amore che posso", che Claudio avrebbe dovuto eseguire da solo, chitarra e voce.
Arrivati a quel momento, Claudio prese in mano la chitarra acustica, alzò il volume e mentre stava per cominciare a suonare, la chitarra emise un "larsen" fastidiosissimo (n.d.r. un forte rumore che impediva di utilizzarla).
Pazientemente, abbassò il volume in attesa che dal mixer, risolvessero il problema. Dopo qualche secondo, alzò nuovamente il volume ma il rumore c'era ancora, e forse più alto di prima, allora, preso da un comprensibile nervosismo (ricordiamoci che eravamo davanti a 20,000 persone e in diretta sulla RAI) scaraventò la chitarra a terra e cominciò a cantare, voce e..... niente!!
E' utile ricordare che a quei tempi, una esecuzione voce e niente, non era mai stata fatta durante un concerto pop, e sicuramente sarebbe stata una soluzione abbastanza inusuale se non imbarazzante.
Durante tutto questo tempo, noi musicisti, come da scaletta, alla fine del brano precedente, avevamo lasciato il palco per arrivare nel backstage in attesa della fine della sua esecuzione. Quando però io mi accorsi dell'enorme problema che si era verificato e del disagio di Claudio, mi girai indietro e mi tuffai nuovamente sul palco, chiamando a raccolta nel frattempo anche gli altri musicisti.
E qui iniziarono i primi problemi: appena al pianoforte, mi girai e vidi che gli altri musicisti non mi avevano nemmeno filato e se ne stavano tranquillamente nel backstage a fumarsi una sigaretta.
Ok, pensai, va bene lo stesso: e cominciai a suonare.......a suonare? Ma che cosa suonavo, se quella canzone non l'avevo mai suonata in vita mia? Come facevo a suonare se non conoscevo nemmeno gli accordi e la struttura?....
Terrore! Oramai non avevo via di scampo: si, perchè il pubblico, vedendomi arrivare al pianoforte, aveva ovviamente pensato che quella canzone fosse prevista con una esecuzione Piano e Voce: quindi se io fossi scappato nuovamente nel backstage ci avrei anche fatto la figura del matto :-)
Dunque che fare? Intanto iniziai a sudare freddo ed automaticamente, la mia adrenalina, che ormai scorreva a quintali nel mio sangue, mise in moto tutte le risorse che il mio cervello poteva attivare: fortunatamente sono uno di quei pochi musicisti fortunati che madre natura ha fornito di "Orecchio Assoluto": difficile da spiegare in poche parole (vedi Wikipedia) , comunque qualcosa che ti fa riconoscere i suoni e gli accordi anche se non hai uno strumento nelle mani, insomma una specie di benedizione che in quel caso fu la mia unica salvezza: orecchio, esperienza e determinazione, in qualche modo mi salvarono ed io riuscii a suonare quella canzone, senza averla mai provata precedentemente!
Mi ricordo che Claudio, appena sentì il pianoforte, si girò verso di me e mi sorrise; a quel punto io pensai "bene Maestro, oramai siamo in ballo, cerchiamo di ballare al massimo!!": la cosa funzionò perfettamente (credo ancora oggi che sia stato un piccolo miracolo) e nessuno si accorse di nulla.
Alla fine della esecuzione, il gigantesco applauso del pubblico del Palasport, mi fece risvegliare da una sorta di ipnosi nella quale mie ero ritrovato senza accorgermene.
Questa è stata per me in assoluto l'esperienza più incredibile che mi sia capitata da quando faccio il musicista, ma devo dire che siccome "tutto è bene quel che finisce in bene" , il rapporto con Claudio. sia artistico che d'amicizia, dopo quella esperienza, divenne ancora più forte e maturo.
Ecco la registrazione di quell'evento:
Con Tutto L'Amore Che Posso, 1981 live
sabato 5 febbraio 2011
1981
Premesso che non sono un tipo che ama tornare indietro troppo spesso crogiolandosi nei ricordi e nemmeno amo trincerarmi dietro frasi tipo "prima era più bello, era meglio... ecc, non ho potuto fare a meno di soffermarmi su alcuni video che non mi era mai capitato di trovare..
Ebbene uno di questi si riferisce al tour che ho fatto con Claudio Baglioni nel 1981, "Strada Facendo"; le immagini sono state riprese da un concerto in diretta Rai, dal Palasport di Milano. Ma attenzione: sto parlando di un palasport immenso, che si ergeva accando allo stadio di SanSiro, e che adesso non c'è più perchè demolito molti anni fa.
Questo palasport, che non esito a definire "mostruoso" era grande quasi quando lo stadio ed infatti poteva contenere fino a 20,000!! persone: dovete però immaginare che 20,000 persone al chiuso fanno un rumore molto più assordante di 100,000 all'aperto quindi, quando quella sera di dicembre 1981, salimmo sul palco di quel palasport, il boato che usci immediatamente dalle 20,000 bocche del pubblico, assalì noi musicisti e Claudio, come un uragano, misto di rumore, di caldo, di umidita e di entusiasmo.
Mi ricordo che i brividi mi percorsero tutta la schiena, fino alla radice dei capelli....una emozione irripetibile, inebriante, quasi una droga psicologica che pompava adrenalina in tutto il corpo; mi ricordo anche che pensai "...e Claudio come farà a cantare, se prova quello che provo io adesso?
E infatti anche lui era nella stessa situazione. Ma come sempre succede in questi casi, iniziammo con grande forza d'animo: il pubblico era in delirio, il suono era fortissimo, l'entusiasmo alle stelle e via via quell'emozione incontrollabile divenne gioia pura, assoluta!
Guardando i video, noterete la felicità che pervadeva tutto il palcoscenico e non solo: un vero happening di musica, voci e cuori felici.
Medley acustico
ma durante quel concerto successe una cosa incredibile che vi racconterò la prossima volta....
(continua)
sabato 29 gennaio 2011
Life in Music: New Version
"La Favola Della Moderna Armonia"

Buon ascolto,
giovedì 27 gennaio 2011
Le Ri-armonizzazioni

Qualcuno penserà "roba per addetti ai lavori"... bè... effettivamente l'argomento è un pò tosto ma credo che lo si possa spiegare anche ai non musicisti, semplicemente facendo leva sulle sensazioni che l'armonia suscita nella psiche di ognuno di noi.
martedì 25 gennaio 2011
Considerazioni "ad alta voce" sulla musica popolare

Questo non è un post, nel termine più tradizionale! Desidero immaginarlo solamente come una "considerazione ad alta voce" sulla musica popolare e non solo.