mercoledì 2 gennaio 2008

Musica o musicisti?

Eccomi, grazie a tutti: siete in tantissimi che avete scritto e vi ringrazio per tutto questo: be' , bell'impegno mi sono preso eh? Ma tant'è , sono felicissimo di questa novità e quindi via libera......
Dunque ho scritto "Musica o musicisti?" . Che vuol dire, direte voi?
Semplice, perchè in realtà forse fare musica è molto più semplice che fare i musicisti:-)
Si, perchè per fare musica serve uno strumento, un pò di voglia di studiare, un pò di fantasia per sperimentare, delle buone doti di orecchio e di ritmo e poi.....ci siamo quasi:-) ovviamente il tutto è molto soggettivo!
Per fare i musicisti invece!!!! Avete provato? Ebbene, strumentazione da comperare, permessi vari, iscrizioni all'enpals, all'inps, partita iva, commericialista, ecc. ecc.
Ma comunque con un pò di pazienza ci si può arrivare.....ma il problema è che quando siete ok con tutto questo, andate in giro per trovare il lavoro .... che non c'e'!!!!!!!!!! O meglio, ci sarebbe, ma tutte le occasioni sono quasi sempre prese da altri "musicisti" che sono un pò strani: si, perchè sono musicisti che "non suonano", non "cantano", non "scrivono musica" (perche' non la conoscono) .... buffo vero? E non è finita, questi musicisti non hanno l'iscrizione all'Enpals, all'Inps, all'Iva, ecc. ecc.
Be' allora voi vi domanderete: ma perchè allora questi "musicisti" lavorano e voi no? Semplice, perchè esistono i proprietari dei locali che amano questi muscisiti, perchè possono essere "presi" per un tozzo di pane quindi potete immaginare quanto sia loro conveniente: buffo vero? E pensare che ci sarebbe anche una legge, che pochi purtroppo rispettano e fanno rispettare.....e allora che succede? niente di strano: solo che è sempre più difficile fare i "musicisti veri" . Soluzione? Non spetta a me trovarla, io ho voluto far sapere come stanno le cose e vorrei che anche altri facessero sentire la propria voce: chissà forse se diventerete tanti, avrete una Voce Più Grossa e forse qualcuno vi ascolterà.
Auguri a tutti noi, i Musicisti (quelli con la M maiuscola)
Ciao
Walter

10 commenti:

giulia ha detto...

la differenza tra fare soldi con la musica ed avere il coraggio di essere musicisti (che pare proprio non essere un lavoro facile) sta tutta in queste cose che hai scritto, Walter!

pochi giorni fa mi è successa una cosa che mi ha fatto riflettere. stavo "sfogliando" alcuni profili su deviantART (un portale di arte e fotografia) ed ho trovato un ragazzo finlandese che aveva nella sua galleria - tra le altre cose - diverse foto di chitarre. così gli ho scritto, gli ho detto "ho visto le tue foto, sei un musicista anche tu allora!!" e lui "magari! mi piacerebbe molto, ma so semplicemente suonare"... non è una frase bellissima? mi ha fatto riflettere sul fatto che ci sono culture in cui il ruolo del musicista viene rispettato come quello di tutti gli altri lavoratori, e così, come nessuno si permetterebbe mai di definirsi "avvocato" (o "medico" o qualsiasi altra cosa) senza esserlo davvero, si sa distinguere il saper "suonare" dall'essere musicista.

a presto!

Maurizio Tomberli ha detto...

Ciao a tutti. Dopo quello che hanno scritto Walter e Giulia mi sento chiamato personalmente in causa e vi posso dire che quello che e' stato scritto e' pienamente vero!! Facendo questo lavoro da sempre ( ho raggiunto i 20 anni di attivita') ho suonato un po' dappertutto, clubs, feste private, matrimoni, grandi alberghi ecc. e per fortuna ho avuto anche esperienze professionalmente piu' importanti, come ad esempio nello spettacolo di Walter oppure nella Oversea Orchestra di Filippo Martelli.
Le cose da dire su come viene interpretata la musica in italia sarebbero molte, ma per adesso ve ne dico solo due che si riagganciano a quello che dicevano Walter e Giulia.

La prima: la scorsa stagione ho lavorato per alcuni mesi a Villa La Massa, un grande albergo cinque stelle di firenze.
Tutti gli stranieri che venivano a cena, entravano in sala, salutavano il pianista e alla fine della cena venivano fino al pianoforte a coda e mi ringraziavano di aver suonato per loro.
Gli italiani erano soliti dire che il "volume e' troppo alto", non rendendosi peraltro conto che un pianoforte a coda non ha un volume :O))))

seconda cosa: le volte che ho lavorato insieme ad altri musicisti per occasioni live, ho sempre notato che di solito (tranne rare eccezioni) e' il musicista stesso che per cosi' dire "tira indietro" , minimizzando e non dando agli occhi degli altri l'importanza che il nostro lavoro ha!

Quindi, (concludo) ogniuno di noi che fa musica ha il dovere di far capire a tutte le altre persone quanto il nostro sia un lavoro bello, difficile e PREZIOSO!
Se tutti noi facciamo questo nel nostro piccolo, l'italiano che viene a cena in un locale forse non si preoccupera' piu' del volume ma ascoltera' con interesse quello che il musicista sta' suonando!!
Ciao a tutti e dai....facciamo capire al mondo l'importanza della nostra materia:o))))

Maurizio ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Maurizio ha detto...

Ciao, quanto avete detto è molto vero. Questi giorni, un funzionario dell'agenzia che io, ho scelto x mettermi in regola, mi ha confidato(io lo sapevo già), che ci sono persone che in serata arrivano con i cd, dove c’è inciso tutto, tastiere e microfoni a basso volume,non suonano, non cantano. Questi tizi, prendono in giro la musica, la gente e le persone che SUONANO DAL VIVO. Ciao.

Maurizio ha detto...

W i musicisti con la M maiuscola,che lavorano intorno alla musica, in tutte le sue sfaccettature per buona parte della giornata, che suonano e cantano live,w i musicisti che ci provano.

elisa ha detto...

dopo aver letto il post di walter e i vostri commenti... mi appunto tutto su un quadernino :) non avendo la vostra esperienza, non ho esempi da riportare per rafforzare le idee esposte da walter e da voi.
Fa riflettere Giulia ciò che hai scritto.
Girando un po' nei locali però ci si rende conto di quanti disonesti (perchè per me sono tali!) che prendono in giro chi li ascolta, chi li paga e soprattutto la Musica, quella con la M, quella fatta da walter e da noi.
Una volta mi è capitato di andare a un matrimonio di amici... i quali mi avevano chiesto di suonare alla festa, ma data la mia pochissima esperienza nel suonare/cantare e la mia strumentazione pari a zero, avevo detto di no. Ebbene, questi fingevano di suonare. Si vedeva, era palese (chiaramente a un occhio Musicista). E onestamente avevano preso anche un bel po' di soldi.
Il problema è che per la gente comune quella era musica, perchè tutto sommato non "stonava" e sembrava... "facile". La Musica vera invece di facile non ha proprio niente, e "costa", perchè in cambio offre professionalità, serietà, e... emozioni vere, non di plastica.
La Musica ha diritto di essere considerata come tale, da TUTTI.
E (come dice Maurizio) i Musicisti devono (ehm forse dovrei dire "dobbiamo" ;-) essere i primi a non tirare indietro, a non svalutare il mestiere...

Mi metto nel numero di quelli che non vogliono solo imparare a suonare, ma a essere musicista. Allora mi dico che se non sono io per prima a far capire l'importanza della musica VERA, nessuno ci crederà.

W la Musica e i Musicisti

marco ha detto...

Salve a tutti e nuovamente complimenti per quanto in questi giorni è stato costruito per rinnovare il sito di Walter.

La mia esperienza è quella di trovarmi in una via di mezzo che dalla quale non è semplice districarsi.

Riesco a definirmi musicista perchè quotidianamente anche non facendolo di mestiere dedico ogni spazio del mio tempo alla musica, al gruppo e quanto di questo mi ruota attorno. Sono praticamente le 2 di mattino ed ho appena finito di scrivere le parti per un arrangiamento di un nuovo brano che dovremo fare col gruppo.

Dall'altra parte mi ritrovo (e non lo nascondo) a lavorare per 2000 euro al mese ed una famiglia che ad oggi richiede tale impegno economico.
Queste due realtà non mi permettono per ora il passaggio da una vita all'altra ma sono consapevole che come "mezzo" professionista, il mio impegno è tale come se questo fosse il mio mestiere.

Penso sempre che "il mio treno" è partito quando a 18/19 anni potevo seriamente pensare a questo tipo di mestiere e vedere che questo treno è partito. A distanza di tempo ho scelto di rincorrerlo e tentare l'aggancio. Ed eccomi quindi diviso a metà ed avere la forza di fare a regola entrambe le cose anche a costo di sbattermi con la burocrazia Italiana sia dal punto di vista "civile" che musicale.

Io credo che come me ce ne sono molti, sta a chi fa le mie stesse scelte avere la testa di farle col giusto criterio. Io ho scelto per la qualità ma purtroppo c'è chi per soldi preferisce aggirare gli ostacoli. E' da li che ci si deve difendere, probabilmente è necessario tirare fuori la voce con chi svende del prodotto scadente, e ce ne sono moltissimi.

Ho imparato a mie spese a non accettare più molti compromessi e questa scelta è condivisa con il resto del gruppo, e spesso ci troviamo a combattere con l'inettitudine dei gestori dei locali. Meno male che da queste parti ci sono persone intelligenti che vogliono musica reale.

Per quel che mi riguarda le sto provando tutte per arrivare a fare quello che mi piace di più, ho molta pazienza e oggigiorno è necessario provare e riprovare.

Vi lascio che ora vado a nanna perchè domani alle 15:30 suoniamo e ho studiato tutto il giorno.

Buona notte.
Marco

Patrizia ha detto...

Ciao a tutti.
Devo associarmi ad ogni parola o pensiero scritto al riguardo pur ammettendo di saperne meno di voi.
Posso per questo definirmi non una musicista e non una persona che si limita a sentire ma una sana ascoltatrice della vera musica.
Com'è vero che purtroppo i valori stanno sempre di più andando a morire e la musica rientra in uno di questi nostro malgrado ma uniti possiamo far rispettare il ruolo di un musicista e non solo, di tutti coloro che in tempo reale hanno la capacità di trasmettere delle sane emozioni raccontando la propria vita e la nostra in unico abbraccio musicale...
Grazie Walter, un bacio!

CEKKO ha detto...

ciao walter sono marco...nn vedo l' ora che inizi la nostra lezione...ciao!

Paolo ha detto...

...Ho letto tutto d'un fiato l'articolo di Walter e poi i commenti.
Che dire è tutto vero...ma tanti pensano che fare musica è come andare al Dopolavoro delle Poste..metti il floppy..premi play e parte tutto.
Voi sapete bene cosa c'è dietro il lavoro di un Musicista, di chi lo fa per lavoro..per vivere..o Sopravvivere.
Marco mi ha anticipato con il suo commento.
Ma è verissimo, ogni volta che si ha un ingaggio bisogna buttarsi dentro, e studiare tantissimo per arrivare preparati ad un concerto/turnee'..cè un lavoro tecnico tostissimo..soprattutto se si deve fare un lavoro fedele all'originale..quindi programmazione tastiere e computer.
Io penso che fare il musicista è un Mestiere...che ci porta ad essere visti con stizza dal resto della massa..perche' io cosi' la chiamo ...puo' essere che veniamo emarginati da questa gente...ma meglio cosi'...è meglio non averne nulla a che fare...
E poi, la musica fatta per lavoro...ha le sue leggi da rispettare...che sono impegno e serieta'....ma anche tanto cuore...
Questo a volte ci porta anche ad avere problemi con gli affetti piu' cari...per via delle lontananze a cui ci puo portare.
Sono solo pagliacci....
Che Dio benedica i Musicisti.
Paolo TheBand